Monte Etna – A Muntagna

L'Etna non è solo il più grande vulcano attivo d'Europa, ma parte integrante del panorama naturale e culturale della Sicilia. Le sue spettacolari attività, spesso distruttive, hanno contribuito nel corso dei secoli, a rendere il grande vulcano dimora ideale per infinite leggende e vicissitudini umane. L'Etna, nel corso della sua lunghissima storia evolutiva, ha senza dubbio affascinato chi si è fermato ad osservarla, al punto da riuscire ad ispirare poeti e viaggiatori. Non a caso, con struggente poesia, ne hanno decantato la bellezza da Omero a Pindaro, da Orazio a Virgilio, per passare infine a Goehte che nel suo "Viaggio in Italia" del 1817 trovò in Sicilia la chiave di tutto.

Al di là del mito e di quanto il vulcano ha suscitato nell’animo di chi lo ha visitato in tempi passati, è giusto ricordare che alle sue falde si estendono tantissimi centri abitati, laddove la montagna, o meglio a Muntagna, rappresenta una costante in tutti sensi. Da un lato fonte di pericolo per attività agricole e industriali, dall'altro un dono di fertilità che rende il suolo vulcanico particolarmente produttivo. Basta pensare ai pistacchi di Bronte, alle nocciole, alle ciliegie o alle deliziose mele "Cola". Insomma, una ricchezza che dal mare si inerpica verso l’alto in un continuo susseguirsi di risorse naturali di grande pregio, borghi di innegabile fascino e una presenza umana vivace e accogliente che rende un viaggio in questi luoghi un'esperienza di indubbio fascino.

Morfologia e attività vulcanica

L'attività eruttiva dell'Etna ha fatto sì che questa grande montagna diventasse uno dei più importanti vulcani al mondo. Osservata e studiata in tutti i suoi aspetti, lo è in particolar modo per quelli geologici e vulcanologici. Si tratta di un vulcano molto complesso, che nasce principalmente grazie a lunghe attività di tipo fissurale, evolvendosi in inseguito in un vulcano di tipo a scudo e infine in quello che ad oggi viene definito uno strato vulcano. La morfologia odierna dell'Etna ci presenta una montagna unica al mondo, cosparsa alle sue pendici da centinaia di coni avventizi (o secondari), che ben definiscono quanto dinamica sia stata la vita del vulcano. Ad est una vasta parte dell'edificio vulcanico presenta una profonda quanto spettacolare valle, teatro di grandiose eruzioni e famosa per la sua bellezza: la Valle del Bove. Quest'area, circondata da due grandi dorsali (Serra del Salifizio e Serra delle Concazze) rappresenta sicuramente uno degli aspetti più importanti per quello che riguarda lo spostamento dei centri eruttivi.
Sugli altri versanti ripidi pendii e numerosi coni secondari presenti anche a quote elevate, lasciano il posto ad un'area sommitale importantissima dal punto di vista geologico. Una vasta area di forma ellissoidale ad una quota di poco inferiore ai 3000 metri slm, ospita i Crateri Sommitali. I Sommitali sono senza dubbio una zona dell'Etna particolarmente delicata, e attualmente si possono suddividere in tre crateri principali (con ulteriori bocche secondarie): il Cratere di Sud Est, il più attivo degli ultimi anni, affiancato da un cono più basso e geologicamente abbastanza recente, il Cratere di Nord Est, la vera e propria cima del vulcano, e il famoso Cratere Centrale, che ospita al suo interno la Bocca Nuova e la Voragine.
Le attività eruttive dell'Etna hanno contribuito ovviamente a cambiarne più volte la sua morfologia. Oltre ad attività più tranquille come quelle delle fumarole, dobbiamo assolutamente citare le famose colate laviche, frutto di intense attività di tipo effusivo. Ma l'Etna negli anni ha dato spettacolo grazie anche ad attività di tipo Stromboliano, fasi esplosive che con una certa regolarità e un'intensità relativamente moderata, avvengono intervallate da periodi di tempo anche abbastanza lunghi. Fontane di lava quindi, ma anche, se più raramente, esplosioni di tipo Freatomagmatico, ovvero esplosioni che si verificano quando vi è un'interazione tra lava e acqua.

Genesi del vulcano

La genesi dell'Etna con un lungo processo di costruzione e distruzione, ha avuto inizio circa 500.000 anni fa, nel Quaternario, e più precisamente durante il Pleistocene inferiore medio.
Al posto di quanto oggi è occupato dall'Etna, si ritiene che vi fosse un ampio golfo marino, proprio laddove avviene il contatto tra la zolla euro-asiatica a nord, e la zolla Africana a sud. Le grandi forze tettoniche in gioco, generando attriti di grandissima intensità, hanno dato origine alle prime eruzioni sottomarine con l'emissione di lave basaltiche molto fluide, le quali hanno dato vita ai primi coni vulcanici, proprio al centro del golfo primordiale denominato oggi Pre-Etneo, attività questa avvenuta, come già detto, circa 500.000 anni fa. Le memorie di queste antichissime attività sono testimoniate dai magnifici affioramenti della "Riviera dei Ciclopi", caratteristiche per i loro prismi basaltici, dalle Lave a Pillow della Rupe di Acicastello, e da altre strutture rocciose di grande interesse.
L'accumulo dei vari prodotti eruttivi unito al sollevamento tettonico di quest'area, rese possibile l'emersione e la genesi di un edificio vulcanico di tipo a scudo, che in definitiva non è altro che la base dell'attuale apparato vulcanico.

In un periodo compreso tra i 350.000 e 200.000 anni fa, iniziò un'attività di tipo fessurale, con la fuoriuscita di lave molto fluide le quali oggi, costituiscono gli imponenti terrazzamenti siti nell'area sud ovest del vulcano, tra i 300 e i 600 metri di quota.

Tra i 200.000 e i 110.000 anni fa, si pensa che ci sia stato un considerevole spostamento degli assi eruttivi in direzione nord e nord ovest, e in concomitanza di questo evento, una mutazione dell'attività di risalita dei magmi associata ad un cambiamento del loro chimismo, con una prevalenza di lave di tipo "Alcalino". I prodotti Alcalini rappresentano buona parte dell'edificio vulcanico, e ancora oggi vengono emessi.

Tra i 110.000 e i 60.000 anni fa, avviene uno spostamento dei centri eruttivi dell'area Val Calanna-Moscarello alla zona in cui adesso si trova la Valle del Bove.
Le attività fessurali caratteristiche delle prime fasi, vengono sostituite gradualmente da attività sia effusive che esplosive, attività che daranno vita a vari centri eruttivi, di cui tra i principali si ricorda Monte Calanna.
Circa 80.000 anni fa, terminata l'attività del Calanna, un articolata serie di nuovi coni denominata Trifoglietto e ubicata decisamente a ovest rispetto al precedente, si dimostrò come un vulcano decisamente pericoloso, con prevalenza di attività esplosiva con eruzioni di tipo Pliniano e emissioni di lave molto viscose.

Dai 70.000 ai 55.000 anni fa si registra un'ulteriore spostamento delle attività vulcaniche verso ovest, attività in cui il Trifoglietto genera altri centri eruttivi (Trifoglietto II, Vavalaci, Cuvigghiuni, Volta del Girolamo) i cui resti sono stati identificati sulla parete ovest e sud della Valle del Bove.

Circa 55.000 anni fa, al termine delle attività dei centri eruttivi della Valle del Bove, l'attività eruttiva si sposta ancora verso nord ovest, e segna l'inizio della fase che caratterizza lo strato vulcano. Questo ulteriore spostamento originerà il più grosso centro eruttivo del Monte Etna, il cosidetto Vulcano Ellittico, che prende il nome dalla forma ellissoidale della caldera che ha segnato la fine stessa delle sue attività.

Prima del collasso di tale caldera, all'incirca 15.000 anni fa, si ritiene che l'edificio vulcanico potesse raggiungere una quota di quasi 4000 metri, e che le sue emissioni, sia effusive che esplosive, abbiano contribuito all'espansione laterale dell'edificio vulcanico.
Le continue attività effusive degli ultimi 15.000 anni, riusciranno a colmare totalmente la caldera dell'Ellittico, dando vita al nuovo cono sommitale che allo stato attuale, è quello denominato Mongibello.